Dott. ROBERTO CETRONI

Psicologo – Psicoterapeuta

Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica

Iscritto all’Ordine degli Psicologi Emilia Romagna N° 4217

Responsabile in Abruzzo degli Studi

di Pescara, Teramo, L’Aquila e Tortoreto

Affiliati al Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo

diretto dal Prof. Giorgio Nardone


Via Giosuè Carducci 71 65122 Pescara

Via Scarselli 2/A 64100 Teramo

Via Campo di Pile 67100 L’Aquila

Via Vascello 26 64018 Tortoreto (TE)

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P.I. 01610820670


Psicoterapia Breve per gli Attacchi di panico

Un attacco di panico è costituito da un episodio acuto d’ansia, che si manifesta tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio può essere descritto come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

Oltre ai sintomi fisici durante l’attacco di panico, la persona può avere nella maggior parte delle volte la paura di morire, impazzire o perdere il controllo di emozioni e/o comportamenti. L’esperienza di solito provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l’attacco oppure nel cercare aiuto al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente.

La maggior parte delle persone che ha un attacco, poi purtroppo ne ha altri in seguito. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo la possibilità di avere un altro attacco, allora si dice che ha un “disturbo da attacchi di panico” o DAP.

L’attacco di panico si distingue da altre forme di ansia dall’intensità e dalla sua natura improvvisa ed episodica. Gli attacchi di panico sono spesso esperiti dalle persone che soffrono di disturbi d’ansia, agorafobia, claustrofobia, fobia sociale, ipocondria e altre condizioni psicologiche che comprendono l’ansia, sebbene gli attacchi di panico non siano sempre indicativi di un disturbo mentale.

Le persone con fobie specifiche vivono gli attacchi di panico, spesso come risultato diretto all’esposizione del loro elemento scatenante (ad. piccioni, lucertole, cani, grandi piazze, in auto…).

Questi attacchi di panico sono di solito brevi e si attenuano rapidamente una volta che è stato evitato l’elemento scatenante. In condizioni di ansia cronica un attacco di panico può spesso finire in un altro, portando ad un esaurimento nervoso nel giro di pochi giorni e a comportamenti di evitamento. Quando si instaura una sindrome da attacco di panico l’elemento predominante che si impadronisce del soggetto affetto è “la paura della paura”.

La paura d’altronde è la più primitiva tra le nostre emozioni, può salvarci da alcune situazioni pericolose ma può anche bloccarci se diventa invalidante.

Questa patologia ormai dilagante soprattutto nelle società benestanti, che può prevaricare la propria vita e creare una condanna per la persona, non significa che non può essere superata .

Negli ultimi decenni, si è capito molto di più di come funziona e si sviluppa un attacco di panico, i modelli di Terapia Breve hanno sviluppato e messo a punto dei protocolli di trattamento per la patologia da Attacco di panico, con risultati duraturi ed ineccepibili.

Per risolvere questo problema invalidante, oggi giorno, non è necessario fare lunghe e costose forme di terapia ma può essere sufficiente un intervento terapeutico breve e strategico.

Nei miei anni di formazione e di libera professione, ho visto concretamente come centinaia di casi di questa patologia possano essere sconfitti definitivamente tramite una psicoterapia breve strategica mirata e cucita su misura sulla persona, dal ragazzo che soffre di attacchi di panico da soli due mesi, alla signora che ne soffre da 18 anni, la risoluzione del problema non dipende dalla durata della patologia ma da quello che viene messo in atto per risolverlo.

L’ultimo caso che mi è successo di affrontare è stato quello di un ragazzo che oltre a soffrire di attacchi di panico aveva associato ad esso un disturbo ossessivo compulsivo più comunemente definito doc.

Il ragazzo aveva bisogno di ingoiare decine e decine di volte durante il giorno, tant’è che era divenuto anche il suo segnale d’allarme, per un ipotetico attacco di panico imminente, quindi come si può ben capire questa persona viveva nella costante paura che potesse tornare un attacco di panico.

Quando questa persona è venuta da me stava assumendo una terapia farmacologia, ed oltre a voler risolvere il problema degli attacchi di panico, voleva liberarsi dai farmaci, che sviluppavano in lui dei brutti effetti collaterali.

Mi ricordo ancora la frase che mi disse in prima seduta, e cioè che avrebbe preferito soffrire di una malattia fisica, piuttosto che di una malattia mentale, perché almeno la prima l’avrebbe potuta curare.

Io gli risposi, dato che era la prima volta che si rivolgeva ad uno psicoterapeuta fino a quel giorno aveva provato solo terapie farmacologiche, che era ancora presto per dirlo, che forse da lì a poco tempo avrebbe cambiato idea.

Fu proprio così, dopo solo 2 sedute il paziente si sbloccò, e con un sorriso mi disse che si era proprio sbagliato e che se avesse saputo prima che c’erano delle tecniche così efficaci e veloci per risolvere il suo problema non avrebbe sofferto inutilmente per 3 anni e mezzo e preso tutta quella “robaccia”.

Naturalmente dopo lo sblocco ci vollero altre poche sedute per consolidare il cambiamento e portare la persona ad affrontare uno dopo l’altro tutti gli evitamenti che aveva creato in quegli anni.

Questo non è un caso isolato, l’evoluzione della Terapia Breve Strategica come dagli ultimi studi empirici effettuati sulla casistica, riporta che nell’arco di 10 anni su un campione di 3.640 casi trattati, comprendente le varie patologie psicologiche,  ben 86% con punte del 95% dei casi è stato risolto, (ovvero con il completo superamento del disagio presentato dal paziente), mediante un trattamento di durata media pari a sole 7 sedute.

La punta del 95% si ha proprio con i disturbi d’ansia e tra questi gli attacchi di panico.

I dati delle ricerche effettuate sono disponibili sul sito www.psicoterapiabreveabruzzo.it

Domande Frequenti sulla Psicoterapia Breve

1) Quanto può durare una terapia breve strategica?

La terapia breve strategica è un intervento psicologico psicoterapeutico breve e focale, di norma il terapeuta si da l’obiettivo in 10 sedute di raggiungere per vedere dei reali e significativi cambiamenti o per sbloccare il problema a seconda della gravità del problema. Nella maggior parte dei casi, l’intervento terapeutico non supera le 20 sedute complessive. Essendo un metodo di ricerca-intervento, c’è da parte dello Psicoterapeuta una verifica costante insieme al Cliente dell’efficacia del trattamento.
2) Qual’ è la frequenza delle sedute?

La frequenza delle sedute di solito è quindicinnale, salvo casi particolari per i quali, nella fase iniziale, può essere opportuno stabilire degli incontri settimanali. Dopo lo sblocco del problema la cadenza delle sedute può divenire ogni 3 settimane, per poi distanziarsi sempre di più. Le ragioni per cui la cadenza delle sedute è così distanziata rispetto ad altre Psicoterapie “Classiche” sono principalmente tre. Da un lato occorre dare il tempo necessario alle prescrizioni date in seduta di fare il loro effetto, dall’altro così facendo si evita un effetto indesiderato e rischioso per il cliente come la dipendenza con lo psicoterapeuta. Il terzo motivo è dare la possibilità, alle capacità ritrovate di consolidarsi nel tempo, ovvero imparare a “camminare con le proprie gambe”.

3) Quanto dura una seduta?

La durata di una seduta di Psicoterapia Breve Strategica è molto variabile a seconda della fase del trattamento in cui si trova la persona e del tipo di problema che porta. Può variare dai 20 minuti alle 2 ore, ad esempio una seduta di un attacco di panico “sbloccato” può durare anche 20 minuti, mentre una seduta iniziale di Terapia Indiretta può durare anche 2 ore, dipende dall’obiettivo che lo Psicoterapeuta si prefigge di ottenere in quello specifico incontro.
4) La terapia breve strategica dà risultati duraturi nel tempo?

Dalle statistiche del Centro di Terapia Stategica di Arezzo, che raccoglie tutti i dati provenienti dai 114 studi affiliati sparsi in tutto il mondo, si evidenzia l’elevata efficacia dell’intervento nel tempo. I risultati dei follow up a 3 mesi, 6 mesi e 1 anno dalla fine della terapia, dimostrano che la possibilità di ricadute è minima.

5) La psicoterapia strategica può aiutare pazienti restii a recarsi dallo psicologo o da uno specialista?

Sì, lo psicoterapeuta strategico può utilizzare in questi casi, in maniera efficace, la terapia indiretta, lavorando non sulla persona portatrice del problema, ma sui familiari che, mettendo in atto delle strategie ad hoc, prescritte dal terapeuta, sbloccheranno il problema del parente malato. Come diciamo usualmente, è meglio una persona collaborativa fuori che una persona boicottante dentro la Terapia.  In alcuni casi, dove si riterrà necessario, si utilizzeranno delle strategie per portare dolcemente il paziente a recarsi in studio, senza che si senta costretto a farlo.

6) La psicoterapia breve strategica prevede l’utilizzo di farmaci?

No, l’intervento è psicologico e psicoterapeutico e non prevede l’utilizzo di farmaci. Se il paziente ha una terapia farmacologica in corso, una volta raggiunta l’estinzione del problema in accordo con il medico curante e/o psichiatra il paziente potrà scalare i farmaci.

A Chi si Rivolge la Psicoterapia Breve

La Terapia Breve Strategica risulta particolarmente efficace ed efficiente nella cura dei seguenti disturbi:

Disturbi d’ansia – disturbo da attacchi di panico – agorafobia – disturbo d’ansia generalizzato – fobia sociale – disturbo post-traumatico da stress – fobie specifiche (di animali, oggetti, situazioni..) – ossessioni – compulsioni – ipocondria

Disordini alimentari - Anoressia – Bulimia – Vomiting – Binge Eating

Depressione nelle sue varie forme

Disturbi sessuali - difficoltà di erezione – eiaculazione precoce – vaginismo e dispaurenia – disturbi del desiderio

Problemi relazionali nei diversi contesti (familiare, lavorativo, amicale..)

Problemi di coppia

Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza – disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività – disturbo oppositivo-provocatorio – mutismo selettivo – disturbo da evitamento – ansia da prestazione – fobia scolare – disturbo da isolamento

Disturbi legati all’abuso di Internet - la dipendenza dalla Rete – la information overloading addiction: ovvero quando le informazioni non bastano mai – lo shopping compulsivo in Rete – on-line gambling: ovvero le scommesse in rete – il trading on-line compulsivo – la chat dipendenza – la dipendenza da cybersesso

Come Funziona La Psicoterapia Breve

La Psicoterapia breve strategica è una forma di intervento breve e focale, orientata verso l’estinzione dei sintomi, da una parte, e verso la ristrutturazione della percezione che il soggetto ha di sé, degli altri e del mondo, dall’altra. Pertanto rappresenta un intervento radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente sintomatica. Il cambiamento, infatti, avviene non solo a livello comportamentale, ma anche emotivo e cognitivo.

Partendo dall’assunzione che i disturbi di natura psicologica derivano da una modalità disfunzionale di percepire e di reagire nei confronti della realtà, il terapeuta strategico, per cambiare una situazione problematica, anziché andare alla ricerca delle cause originarie, indaga sul “come” il problema funziona e sul “come” si mantiene per poi individuare la modalità d’intervento più efficace. Un aspetto fondamentale su cui il terapeuta focalizza l’attenzione sin dal primo incontro è l’indagine sulle cosiddette “tentate soluzioni”, vale a dire tutto ciò che il paziente stesso e le persone intorno a lui hanno tentato di fare per cercare di risolvere il problema. Questi tentativi disfunzionali ripetuti nel tempo, se non vengono bloccati e sostituiti con delle strategie più funzionali, alimentano la situazione problematica e ne determinano la sua persistenza, complicandola ulteriormente. Da un punto di vista strategico, quindi, per cambiare una situazione problematica non è necessario svelarne le cause originarie (aspetto sui cui, peraltro, non si avrebbe più alcuna possibilità di intervento), ma lavorare su come questa si mantiene nel presente modificando la ridonante ripetizione delle “tentate soluzioni” adottate. Per questo motivo, il terapeuta strategico concentra la sua attenzione, fin dal principio della terapia, sul rompere questo circuito vizioso che si è venuto a stabilire tra le tentate soluzioni e la persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su “come funziona” il problema, piuttosto che sul “perché esiste”, sulla ricerca delle “soluzioni” piuttosto che delle “cause”. Scopo ultimo dell’intervento terapeutico diviene così lo spostamento del punto di osservazione del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle “tentate soluzioni”) ad una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta. In questo modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse possibili strategie risolutive. Per raggiungere questo obiettivo nella maniera più efficace e rapida possibile, l’intervento strategico è di tipo attivo e prescrittivo e deve produrre risultati a partire già dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione problematica.

Psicoterapia Breve Strategica

La Terapia Breve Strategica è un approccio originale alla soluzione dei problemi umani, che presenta specifici fondamenti teorici e prassi applicative in costante evoluzione, sulla base della ricerca scientifica.

Si tratta di un intervento terapeutico breve (intendendo per breve al di sotto delle 20 sedute) che si occupa da un lato di eliminare i sintomi e/o i comportamenti disfunzionali per i quali la persona è venuta in terapia, dall’altro, di produrre il cambiamento delle modalità attraverso cui questa costruisce la propria realtà personale ed interpersonale. In altri termini, obiettivo prioritario di un terapeuta strategico è quello di risolvere rapidamente problemi e disturbi che possono diventare invadenti ed invalidanti non solo per il paziente che ne soffre, ma anche per coloro che gli stanno accanto.

I risultati ottenuti con trattamenti basati su interventi strategici ben costruiti, applicati presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo e nelle sedi italiane affiliate su oltre 3000 casi trattati, hanno dimostrato come sia possibile risolvere in maniera effettiva ed in tempi brevi molti problemi di ordine psicologico. Le attuali misurazioni dell’ efficacia (risoluzione del problema) e dell’ efficienza (rapidità con cui viene risolto) riportano infatti l’86% dei casi risolti con una durata media del trattamento di 7 sedute.

In virtù di queste caratteristiche, quello strategico appare non solo un modello teorico e operativo decisamente efficace per la soluzione in tempi brevi di problemi clinici (individuali, di coppia o familiari), ma anche un approccio applicabile a contesti interpersonali differenti, come quelli sociali, educativi e aziendali.